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L’idea rituale dello spettacolo teatrale espressa da un drammaturgo come il portoghese Crespo, un’idea assolutamente in linea con molti movimenti a lui contemporanei di ricerca e avanguardia
teatrale,non può non sorprendere per la sua valenza transculturale ma anche transtemporale.
Questa idea poetica di fondo,”contemporanea” e “nuova”,unitamente ad un’altra idea poetica sorella,quale quella di un fondamento antirealistico del teatro,è in realtà antichissima.
Davvero stupisce quanto idee come quelle di Crespo,dunque espresse all’interno di culture di società industriali complesse,siano poi le stesse ,seppure meno formalizzate,degli antichi greci,cioè del teatro all’origine della sua storia occidentale,circa 3000 anni fa e in una società agricola,in cui totalmente diverso era il paesaggio , il rapporto con la terra,la natura ,la ritualità sociale.
Giova ricordare che ancora prima del teatro di Eschilo e della sua introduzione del secondo attore,cioè nel pieno mito sulla nascita del teatro,questo, sia “furente confessione d’una sete di divino”(5) e che nasca con l’evoluzione del culto di Dioniso,dio della vigna e dell’ebbrezza,come di musiche e danze della Tracia e dell’orgia mistica,in un’epoca a noi lontanissima di mistica fusione dell’umanità con la natura,dell’umanità con la divinità.
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