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(Infatti tragedia, TRAGODIA, significa letteralmente”canto del capro”, animale il cui sacrificio è caro a Dioniso,forse perché devasta le vigne)). Nel mito sulla nascita del teatro,il coro rituale,durante questo sacrificio si scinde in due semicori che dialogano,poetando, prima tra loro,poi
con un “risponditore”,detto HYPOCRITES,che interpreta il personaggio invocato,che cioè arriva ad interpretare il dio stesso.).cosi,’ nel mito e nel rito, nasce l’interprete teatrale,l’attore e con lui il teatro stesso.
Se rimaniamo ancora nell’ambito del teatro occidentale alle sue origini,notiamo che anche per cio’ che riguarda il COSTUME TEATRALE(il costume di un rito,dunque) del teatro greco,non è assolutamente un costume di ordinaria quotidianità:oltre al fatto che,come ben sappiamo si trattava di attori maschi anche nei ruoli femminili(come in teatri giapponesi e orientali o come nel teatro elisabettiano), questi ”dovevano apparire come enormi fantocci,a raffigurare eroi al di sopra della comune umanita’…(…)elevati nella statura e ingranditi grazie ai coturni,calzature con una suola spropositatamente alta;alle imbottiture di tutta la persona,alle grosse maschere(….)con l’ONKOS,che era un’acconciatura dei capelli straordinariamente rialzata,torreggiante.(…)La maschera contribuisce a ingigantire l’attore e insieme” far “sparire la sua contingente personalità nella stilizzata fisionomia del personaggio,immobile in una smorfia fissa”…(5).
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