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Ma come avviene che cosi’ radicalmente con il simbolismo ci si disfi della breve stagione verista del teatro,già alla fine dello stesso 1800 riaprendosi poi a un intero secolo di avanguardistiche sperimentazioni tutte di astrazione?
Già nelle arti visive,l’invenzione della fotografia liberava profondamente pittura e scultura dalla necessità di dover riprodurre il reale “fotograficamente”,quando il decadentismo simbolista,fa della reazione antiverista(o antinaturalistica),la base su cui costruire le sue poetiche,legate al simbolo,al mistero,alla morte,alla sessualità.Pionieri di concezioni poetiche simboliste e dunque dell’impossibilità per l’arte di riprodurre la realtà(poetiche che si riveleranno illuminanti,poiché tutte le avanguardie e le neoavanguardie del 1900 ,su figlie,da qui partiranno)tutti i simbolisti parigini: Denis,Guilloux,Melnotte,Redon,Serusier,Ranson,Vuillard,Roussel,Paul Fort,etc…nonché tanti illustri letterati fra cui è difficile tacere, ad esempio, Oscar Wilde o Maurice Maeterlink.
Paul Fort,nella Parigi di quegli anni,in cui era particolarmente legato a Mallarmè e a Verlaine,dichiarerà fondando il Theatre-mixte( che poi si chiamerà Theatre des Arts)”il teatro deve cessare di essere un’arte di imitazione,per diventare idealista)”(8).
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