Menu principale:
di uno zeitgeist dell’arte, caratterizzato da un bisogno di “bizzarria”antiborghese,o di uno “svelamento” della ipocrisia del mito della macchina e del progresso positivista(,negli anni intorno ai massacri bellici)certo innegabili,ma di poetiche della forma;E’ innegabile dunque che “filosofi,scrittori,artisti,nella sensibilità della loro anima,già sentivano gli echi dei primi crolli sotterranei.(…..)” e che “tendevano a dimostrare la falsità del miraggio positivistico”(6)”scandalizzare il borghese,giocargli dei tiri mancini…(…)mettere alla berlina il benpensante,ridere ai funerali,piangere alle nozze” e che “l’artista tendeva sempre più a trasformarsi in signum contradictionis”.Ma è anche vero che “vi furono artisti e pittori ,come i cubisti,che ricavarono dall’arte negra soprattutto una lezione formale”(6).E’ altresi’vero che seppure come inevitabile conseguenza di una serie di premesse storiche ed estetiche, sia astrazioni formali dalla realtà naturale,sia movimenti di astrattismo “puro”,slegato da realtà naturali e da processi di astrazione della natura,fossero presenti in Europa,già tra i movimenti artistici degli anni 10 e con piena coscienza poetica.
Dire che i neoplasticisti e Mondrian siano dei mistici “di natura mentale”,mentre certi espressionisti o Kandinski lo siano in maniera più “emotiva”(6)è meno rilevante rispetto ai risultati poetici visivi della loro ricerca mistica,da cui questo si può desumere! Infatti,per quanto in un certo senso dietro ogni agito,anche poetico, vi sia una teoria,mai come in arte vale cio’ che Isadora Duncan dichiarò del suo lavoro artistico”se potessi dirlo,non lo ballerei”!
FOTO DAL LIBRO