EMILIO ORTU LIETO, PER UN TEATRO TEATRALE


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come invece è costretta a fare la conoscenza scientifica o il pensiero razionale,per esigenze metodologiche che sono loro proprie.
Non potrebbe essere che cosi’,se si pensa che il teatro-rito ha come centro lo sguardo sull’essere umano e la sua anima,dunque una parte della realtà che sfugge a facili “oggettivazioni “ scientifiche , cosi’ dicasi anche per l’azione purificatrice-catartica-liberatoria che vi esercita(KATHARTICOS significa pulente,purgante)come conseguenza.
Il filosofo Aristotele,fu il primo a spiegare in un un trattato l’idea greca antica del moto catartico legato allo spettacolo teatrale .
Nel suo trattato ,detto”sulla poetica “ Aristotele da buon filosofo, ci illumina con molta cura,sulle metodologia del teatro dei suoi tempi e in generale sulla sua azione liberatoria dalle passioni,dopo aver evocato in forma drammatica pietà e terrore. Ben si capisce dal suo trattato che nel teatro greco è presente una struttura rituale molto precisa e rigorosa. Tutto è astratto:il tempo,poiché tutto avviene sempre dentro una giornata;il luogo,perché non vi debbono essere più luoghi d’azione simultaneamente,l’unitàd’azione,perché tutto ruota su un personaggio-eroe;tutto sembra strutturato per quella ricomposizione dei frammenti dell’anima che purificata dalle passioni può ritrovare la sua unitarietà.Essendo poi l’autore-filosofo interessato in generale ad una trattazione di ordine poetico,



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